mercoledì, 14 maggio 2008
Oggi è uno di quei giorni che vorrei [e forse dovrei] starmene chiusa in casa, con la musica nelle orecchie e il cuscino stretto fra le braccia, non a piangere, piuttosto a
piagnucolare, quel piagnucolìo che dà fastidio anche a me stessa, per riemergere poi dopo molti pensieri e con un forte mal di testa. Oggi è uno di quei giorni un po' così. E senza un motivo preciso.
Forse è il caso che mi stiate lontani. Se mai vi fosse passato per il cervello di avvicinarvi, dico.
Scribacchiato da ryuko alle
18:26
Qualcosa da [ri]dire?
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Oggi va così:
dramma,
creep,
vita dissociata
martedì, 13 maggio 2008
«Dimentico soprattutto che voi, amico buono e fedele, seguite con sollecitudine il cammino assai lento e fino ad oggi un po' zoppicante della mia opera musicale; che mi chiedete conto delle mie ore di lavoro e che, anche voi, vi meravigliate di vedermi impegnato al pianoforte in maniera così esclusiva, così poco attratto dal desiderio di affrontare il campo più vasto delle composizioni sinfoniche e drammatiche. Voi non pensate certamente di aver toccato il mio punto sensibile. Non sapete che parlarmi di abbandonare il pianoforte significa farmi prevedere un giorno di tristezza: un giorno che ha avuto il potere di illuminare la prima parte della mia esistenza, ad esso inseparabilmente legata. Poiché, vedete, per me il pianoforte è come la nave per il marinaio, il corsiero per l'Arabo e forse ancora di più, perché il mio pianoforte, finora, sono io, la mia parola, la mia vita; esso è l'intimo depositario di tutto ciò che si è agitato nel mio cuore nei giorni più ardenti della mia giovinezza, in esso ho riposto tutti i miei desideri, i miei sogni, tutte le mie gioie e i miei dolori. Le sue corde hanno vibrato sotto le mie passioni, i suoi tasti docili [commento: ... ] hanno obbedito a tutti i miei capricci, e voi, amico mio, vorreste che mi affrettassi ad abbandonarlo per correre dietro ai riconoscimenti più clamorosi del teatro e dell'orchestra? Oh! no. Pur volendo ammettere ciò che senza dubbio voi pensate con troppa facilità, e cioè che io sia già maturo per un'attività del genere, è mia ferma volontà non abbandonare lo studio e gli sviluppi del pianoforte se non quando avrò fatto tutto quello che è possibile, o per lo meno tutto quello che mi è possibile fare oggi» . Franz Liszt.
Ti chiedo perdono se, per un attimo, ho pensato di poterti tradire. Perché la verità è che tu mi odi, e io purtroppo ti amo. E sono stati i bassi di quello Steinway carico di storia, queste parole, il gran cuore del pianista più trascendente che sia mai esistito [forse un po' anche la pioggia, non lo nego] a farmelo definitivamente capire, oggi.
lunedì, 12 maggio 2008
Beh.
E dire che cose da raccontare ne avrei. Ma mi mancano le parole. E che facciamo, stiamo qua a guardarci in faccia oppure scrivo alla comevieneviene?
...
Vabbè, dai.
In qualche modo farò.
Cioè, venerdì sera hanno dato
Il polpo su TeleNorba, non so se mi spiego. Un evento storico.
Per il caso-Travaglio [ma non c'è nessun caso, al solito, c'è solo una persona che dice quello che pensa e tutti subito a scagliarglisi contro], dirò solo una cosa: Travaglio, da bravo giornalista [uno fra pochissimi, ormai] non parla MAI senza essersi documentato a sufficienza.
Per il caso dei neonazisti in erba [quelli minorenni, non quelli di Verona], oltre al fatto che FORSE dovrebbe farci riflettere e prendere immediati provvedimenti, devo avvisare mio cugino: non vorrei che lo fermassero per qualche cazzata e poi guardandogli le fotografie sul cellulare pensassero che è neonazismo quella che è solo stronzaggine da pappagallo.
Ho da studiare latinoarmoniastoriadellamusica, e poi c'è il saggio, non so dove devo sbattere la testa prima e in conclusione non studio un bel niente, sono troppo stanca per fare qualsiasi cosa ma forse è solo una scusa, non resta che farmi le mie brave analisi del sangue e confermarla o sbugiardarla.
La settimana scorsa ho passato un inferno per un concorso di colpa, mia e di mia madre. Nel senso che io ho fatto cadere i miei occhiali e ho fracassato la lente sinistra, lei aveva buttato quelli vecchi. BUM! 58 euri. ALTRI 58 euri, come se non bastasse. E ho potuto portare solo le lenti a contatto per giorni, visto che - al colmo della fortuna, ma niente di diverso dal solito - il patatrac è successo di venerdì sera. Martedì alla lezione di pianoforte ci vedevo poco meglio di una talpa.
[Martedì alla lezione di pianoforte ho fatto un lungo e inutile discorso col pianista. Questa settimana non c'è, probabilmente settimana prossima sì però... ma questo non è niente di importante.]
Martedì... martedì sera. INTERMINABILE incontro col cappellano del carcere che ci ha ribadito alcune ovvie disposizioni in merito ai nostri ingressi, che da sabato scorso sono diventati più frequenti. Ma quanto parla, santocielo. Sabato mattina duemessedue. Stessa identica omelia. Se volete vi recito la prima lettura a memoria: "Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia..."
Che poi sono pure andata alla Notte dello Spirito. La sensazione è sempre la stessa, quella del
fuori luogo, anche se stavolta c'erano persone che non vedevo da mesi [una da anni] che mi ha fatto piacere riabbracciare, ma una parte di me si chiede perché mi ostino a partecipare a queste cose.
Bella, che volete che vi dica. Ma i sentimenti contrastanti restano.
[Una parte di me. Mi sto convincendo di essere una Lando Laurentano de noantri, sempre in bilico fra l'apatia e la smania di agire, fra la razionalità e la metafisica, fra l'inquietudine e l'allegria. Sono un personaggio moderno. Mica come quell'amico mio, De Chirico, che un giorno mi fa: "Ho scritto una tragedia in endecasillabi. Cinque atti, parla di re Nonmiricordo e delle lotte dinastiche nel regno di Vattelapesca (
comunque nomi greci)." E io: "Ma lo sai che fra Eschilo e il duemilaotto c'è stata un po' di roba, ve'?" La verità è che sono terribilmente invidiosa. Le idee si accumulano e non trovo le parole - e il tempo - per svilupparle.]
Prove tecniche di sopravvivenza per l'anno prossimo. Cip e Ciop sono partiti una settimana ad Assisi. Dato che ormai suona sempre Cip, domenica prossima ce tocca. Mi sto già cominciando a preoccupare. Che poi, quant'è che frequento il convento? Quindici anni? A intervalli di tre, in coincidenza col capitolo dei frati, si parla della chiusura. Ne accennavo a fra' Ciuffo, e lui: "Certo che sarebbe una cattiveria nei vostri confronti, data la situazione spirituale del paese". "Eh." "Ma quasi quasi ho pensato che dò parere favorevole". "Me lo confermi? Così dò il tuo nome alle pizzoche e sanno contro chi si devono scagliare, in caso."
Fra'mminkia, ovvero il Canuto Bufalotto Che Non Accetta Il Tempo Che Passa [il giorno del mio compleanno: "Ma quanti anni fai?" "Dieci meno di te, tesoro." "Ah, venti!" "..." (c'è da dire che almeno lui se ne è ricordato, vero Dindonda'?)], ha deciso che per i suoi trentun anni, giovedì, dovevamo ingozzarci di roba. Ho avuto la malaugurata idea di tagliarmi i capelli giusto quella mattina, sicché invece di sfottere l'invecchiato, i simpatici amici si sono scagliati contro la sottoscritta e il suo "taglio alla Cleopatra" [e dàlli]. Taglio alla Cleopatra che oggi, durante le grandi pulizie di primavera [polvere - merdeditopo - caramellealveleno]
chez i saloni gi.fra., si è rivelato la trappola che è. Hmpf. Devo ancora abituarmici.
Che è rimasto? Ah, tre cose. Una è che da tempo sto gufando l'Inter a tutto andare e i risultati cominciano ad essere piuttosto evidenti. La seconda è solo FORZA LECCE, per il resto taccio. E la terza vorrebbe un post intero.
Scribacchiato da ryuko alle
20:22
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Oggi va così:
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chi li capisce è bravo,
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mi hanno chiuso in conservatorio,
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sono jones - bridget jones,
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i libri di ryuko,
vola lecce alé,
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ryuko e la famigghia,
money honey
giovedì, 08 maggio 2008
Va bene che avevo deciso di darci un taglio.
Ma così mi sembra un tantinello esagerato, ecco.
[Fra l'altro la mia parrucchiera è
compagna, come dice lei, nonché "vicina" della
Fitto Family House. Vi lascio immaginare il suo umore oggi. Ma soprattutto, visto che vicino alla Fitto Family House ci sono dovuta passare anch'io, e per ben due volte, vi lascio immaginare il mio.
Ministro agli affari regionali. In premio per aver ridotto la Puglia in fin di vita?]
lunedì, 05 maggio 2008
[
tit. cit.]
Ogni tanto mi chiedo come possa definirsi civile un paese in cui l'esimio Corona parla in tv, il presidente del consiglio è uno che è meglio che mi censuro, ogni santo giorno si ha notizia di incidenti sul lavoro e nella civiliZZima
Verona un gruppo di neofascisti miei coetanei [che già la cosa mi lascia molto perplessa] con le balle girate e troppi fumi per il capo picchia a sangue e uccide un ragazzo
per strada. E poi il nostro presidente della camera denuncia una presunta carenza di valori [ma purtroppo quelli fascisti sono pur sempre valori, condivisibili o no] e intanto di quant'è
carente lui - di valori non so, sicuramente di neuroni - ci dia una dimostrazione a
Porta a porta [altro tempio dell'intelletto] dicendo che sì, episodio grave, ma quelli che bruciano le bandiere israeliane a Torino sono più pericolosi.
Non ha ancora capito qual è il modo giusto di staccarsi dal passato. Non certo passando da antisemita a sionista-filoamericano, comunque.
[...E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.]
Scribacchiato da ryuko alle
23:09
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incazzato dramma,
chi li capisce è bravo,
citescions
giovedì, 01 maggio 2008
Pucca, Pirandello e Samuele Bersani. Quest'anno per i regali i miei amici hanno pensato che era meglio andare sul sicuro.
[Sto ascoltando i concerti brandeburghesi di Bach, cazzo. Non riesco a pensare a niente.]
Ieri sera sono andata per la seconda volta al Mind the gap [carutefurmine, aggiungerei] a vedere lo spettacolo di Andrea Baccassino. Poi siccome la mia migliore amica si era trasformata nella donna-più-felice-del-mondo [Andrea ha cantato tutte le sue canzoni preferite, inclusa
Ieni bbì (testo Andrea Baccassino - musica di due tizi inglesi che mo' proprio non mi ricordo, ma mi pare McLennon e Cartney)] e in uno slancio di allegria si è andata a comprare un cd con tanto di autografo [vero!], giacché stavo [
giacché stìa] là mi sono presentata. Mi pare che l'impatto l'abbia retto bene, dev'essere che stava ancora rintronato dallo spettacolo. Sono comunque del parere che avrei fatto meglio a urlargli "Viva Tim, viva Johnny!" e scappare via.
Steffy mi ha anche fatto notare che Bernard gli aveva fatto notare [che razza di giro, lo so] che proprio il 30 aprile dell'anno scorso ci eravamo diretti al Mind the Gap per l'assaggio della birra belga e l'ascolto di quel bluesman che mo' davvero non mi ricordo come si chiama. Quante cose sono cambiate da allora... [a cominciare dal prezzo della mia adorata Premium Kriek alla ciliegia: da 3,50 a 4,90 euri. Alla faccia.]
Dulcis in findus [cit.] Ascoltate un po' questo file qui...
Che poi vi racconto due o tre cosette.
UPDATE DEL 05/05:
Dovevate vedermi, in macchina con Tremolina.
"Oh, vedi che fra un po' mi chiama Radio 2."
"Radio che?"
Squilla il telefono.
Mi parcheggio di traverso vicino la villa, poco prima della svolta per viale De Pietro.
Rispondo.
La signorina radiodue mi dice un paio di cose che non ricordo.
Io entro in trance da stato confusionale.
Tremolina mi guarda allibita.
"Ha detto di aspettare che fra pochissimo mi mandano in diretta [risatina isterica]. Metto il vivavoce?"
Tremolina, sempre più perplessa, annuisce.
Conversazione telefonica. Attiro l'attenzione di tutti i passanti e anche più. Tremolina si ammazza di risate.
Fine.
"Ma con chi hai parlato?", mi fa.
"Ma come, non hai capito? Marco Santin."
Faccia perplessa.
Segue mia delucidazione: "Marco Santin, quello della Gialappa's."
Faccia sgomenta. Caduta della mandibola.
"Adesso capisci perché se mi avesse chiesto di uscire dalla macchina e andare a sbattere la testa contro il muro io l'avrei fatto, vero?"
E mentre tagliamo le fragole per la sera, è sollevato nuovamente l'argomento.
"Davvero non capisco come tu abbia fatto. Io sarei diventata melensa e/o completamente muta."
"Ah, non lo so neanch'io. Ma mi diverte. Quand'ero bimba e ascoltavo Radio 105 [non capivo un acci allora, ndr] ho chiamato più volte la segreteria dell'Ambaradan, una volta ho vinto il Pitagorico e ho pure fatto il 1054u con Alan Palmieri, quando ancora ti facevano presentare i dischi."
"Curriculum esaltante."
"Dici che basta per fare una trasmissione in radio?"
"Beh, a parlantina stai messa bene."
"Anche a numero di cazzate al minuto, mi sa."
lunedì, 28 aprile 2008
Di là si parlava di preti.
Il "mio" prete in realtà è un frate, è giovane ma sta invecchiando, un tempo era anche bello [=P], ci siamo sfanculati vicendevolmente più di una volta, mi ha vista piangere, l'ho visto urlare. A giugno lo destineranno - è sicuro - non so ancora bene dove, e mi mancherà.
Stamattina (oramai ieri mattina [insieme ai postulanti, specifico]) mi ha mandato a casa tre rose rosse con un biglietto stupido. Non pensate male, erano solo per il mio compleanno.
[Tutto 'sto casino per non far passare sotto silenzio il mio ventunesimo, in pratica].
Grazie a chi c'è stato, grazie per davvero.